Disabilità e Creatività – Mi presento

Disabilità e Creatività - Mi presento. L'immagine rappresenta il calco in gesso delle mie mani disabili
DisabilMani

Disabilità e creatività – Mi presento, sono…. sono….

Ma chi sono? A volte me lo chiedo anche io, soprattutto quando ho sbalzi di umore e tendo sempre ad isolarmi soprattutto per ricaricare le “batterie”.

Sono Renè Ciampa e quest’opera, quella nell’immagine, è il calco delle mie mani che inizialmente mi serviva per produrmi dei guanti in lattice. E si, io non li posso usare sia per creare ne se devo utilizzare prodotti particolari proprio perchè la mia disabilità me lo impedisce.

Il Calco inizialmente era bianco, difatti è un’opera fatta di gesso, ma poi visto che ho sempre le mani nel colore e non solo, ho ben pensato di colare su di esse un mix di colori acrilici che va dal nero al color oro.

Come vedete le mie manine non sono solo colorate ma su ho unito un origami che ho creato io ed è possibile trovarlo nel mio libro.

Esatto, avete indovinato. Sono Un’artista/creativa poliedrica. C’è chi mi definisce creativa, chi artista dell’origami e se siete arrivati fino a qui è perché volete saperne di più su di me.

Una domanda però potrebbe passarvi per la testa e cioè: Perché la chiamano un’artista dell’origami?

A cosa servono le mani? – Disabilità e creatività – Mi presento

Facciamocelo spiegare dalla canzone del grande Umberto Tozzi che la spiegazione la canta:

“Mani, belle mani, addio
Adagio un po’ con brio
La vita riprende dal fondo e con do…mani
Le mani dovrò usarle anch’io
Su questa roccia che è il tuo addio
E in uno scaffale del tempo cercare
Mani per la noia di quando piove
Mani per la gioia che si rimuove
Mani per la naja
Di attendere che un’altra mano appaia
A cosa servono le mani non saprei…”

Già, effettivamente non lo so a cosa servono, non avendole. Non posso portare anelli, fare la manicure, allacciare la zip dei pantaloni, annodare le scarpe o agganciare i gancetti del reggiseno, ma qualcosa di positivo però c’è.

Ad esempio, non ho il problema di slogarmi i polsi o rompermi le falangi e posso creare lo stesso!!!

Sono nata nel secolo scorso, sembra brutto dirlo ma parliamo del 1976. Da sempre l’arte ha vissuto nelle mie vene insieme ai colori, alla carta e ai sogni.

Quando frequentavo le scuole medie, il mio buon caro professore di educazione artistica, me lo ripeteva sempre; -visto i voti che prendevo – di intraprendere il liceo artistico.

Non sono una persona che ha potuto percorrere studi mirati; di solito dico che non ho proseguito gli studi perché avevo poca voglia di studiare, ma quando non ci sono le possibilità, la voglia di continuare scappa direttamente fuori dalla porta senza possibilità di ritorno.

La nascita di un’artista dell’origami

Le Marche, la regione che mi ha adottata, ha fatto crescere la mia vena artistica ma solo sette anni fa per una serie di motivi ho iniziato questo percorso; difatti sono soprattutto “un’artista dell’origami”, una creativa, come dicevo prima, un po’ poliedrica.
Mi piace anche tuffare “le mani” dentro a barattoli di colore, “sporcare la tela” senza l’uso di pennelli o altro.
Adoro giocare con striscioline di carta e arrotolarle per creare composizioni colorate, questa tecnica si chiama quilling. Imparai questa tecnica durante una pausa lunga più o meno un anno che mi ero presa da tutto il resto.

Adoro andare alla ricerca di bancali, più o meno grandi e pitturarli, decorarli o semplicemente colargli sopra del colore
Con “affettuoso” affetto, la vostra creatrice, artista, dalle manine disabili o differenti…..

René.

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